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Larea del M. Misma presenta una rilevante diversificazione ambientale legata sia alle variazioni litologiche e morfologiche del territorio. La zona superiore si caratterizza soprattutto per la presenza di rilevanti scarpate rocciose, che favoriscono la nidificazione di molte specie di rapaci.
Nel settore intermedio i versanti, intensamente boscati, presentano pendenze decisamente inferiori, e sono solcati da piccoli corsi dacqua alimentati da diverse sorgenti, alcune delle quali presenti a quote insolitamente elevate. In questo settore la natura litologica favorisce
lo sviluppo di forme carsiche, quali doline, pozzi e inghiottitoi.
La morfogenesi gravitativa, con rare eccezioni, si esplica soprattutto attraverso piccole frane superficiali, che coinvolgono essenzialmente la copertura detritica o eluvio-colluviale.
Nella parte bassa del versante limpronta antropica evidente soprattutto per la presenza di terrazzamenti agricoli ora abbandonati. La maggior parte di questi terrazzamenti stata realizzata mediante la realizzazione di muri a secco che si presentano ancora in discrete condizioni, anche se localmente presentano qualche ammaloramento."
"Dal punto di vista vegetazionale il territorio in esame rappresentato principalmente da un querceto caducifoglio termofilo e relativamente xerofilo, diffuso principalmente in corrispondenza di suoli piuttosto evoluti e ricchi in basi, con dominanza a livello arboreo di Quercus pubescenses e partecipazione secondaria di carpino nero e orniello.
Nellarea potenzialmente occupata da questa tipologia si ritrovano attualmente diverse fitocenosi a diverso grado di sviluppo e pi o meno naturaliformi. Queste tipologie risultano particolarmente interessanti e sarebbe opportuno cercare di preservarle, impedendo o limitando lingresso del castagno da stazioni vicine.
In questi casi si potrebbe ipotizzare il passaggio dal ceduo al ceduo composto , al fine di migliorare laspetto estetico della formazione.
Attualmente la maggior parte degli ostrio-querceti presenti ancora troppo giovane per cominciare tagli di conversione, di conseguenza si rende opportuno lasciar evolvere naturalmente la vegetazione interrompendo la ceduazione."
"Per ci che riguarda le boscaglie di ricolonizzazione, rappresentate nellarea da popolamenti di nocciolo, orniello, carpino nero
sviluppatisi su aree abbandonate, con o senza presenza della robinia, la presenza nei consorzi di specie autoctone non solo nello strato arboreo , ma anche arbustivo ed erbaceo indica un possibile sviluppo della vegetazione naturale , per cui si tratta di non ostacolare ed incentivare la ripresa delle specie costituenti i popolamenti naturali.
I tratti di querceto a roverella pi ricchi da un punto di vista edafico seguono unevoluzione pi mesofila con affermazione di Quercus cerris.
Per quanto attiene le altre comunit vegetazionali di interesse comunitario , in netto subordine di superficie rispetto ai boschi di roverella, sono presenti prati da sfalcio tuttora oggetto di manutenzione periodica, mentre i lembi di mesobrometo in quota sono sottoposti solo a saltuari sfalci finalizzati al mantenimento della comunit aperta.
Nei prati magri e nelle praterie alpine delle quote medio-alte dellarea sono state osservate diverse specie di Orchidacee.
La rilevante presenza di scarpate rocciose, parallelamente allabbondanza di praterie e terrazzamenti favorisce la nidificazione
e il mantenimento di territori di caccia per una cospicua comunit di rapaci diurni.
Tra gli stanziali si segnala la presenza di poiane, falchi pellegrini, sparvieri, gheppi. La sommit del monte Misma ha visto
inoltre in tempi recenti il passaggio di numerose specie migratorie di rilevante interesse conservazionistico: cicogna nera,
falco pecchiaiolo, falco pescatore, nibbio reale, biancone, albanelle. Segnalata anche laquila reale che raggiunge le praterie
del Misma alla ricerca di territori di caccia.
La gestione del bosco finalizzata al mantenimento di un ambiente il pi possibile naturale, evitando in particolare labbattimento
degli alberi morti, ha favorito negli ultimi anni la nidificazione del picchio rosso maggiore e del picchio verde. "
"Per quanto riguarda gli ambienti acquatici, nellarea di studio predominano gli alvei fluviali scavati in roccia, ad eccezione di
alcuni tratti a bassa pendenza dove si osservano fenomeni di deposizione di materiale, di conseguenza i corsi dacqua si presentano incassati e sono frequenti, sponde rocciose verticali, con altezza fino a 4-5 metri. I fenomeni carsici sono distribuiti prevalentemente nel versante settentrionale e in quello occidentale del monte Misma, dove sono stati individuati inghiottitoi, doline, pozzi e microforme carsiche.
Nel versante meridionale, dove prevalgono i litotipi calcarei, si osservano fratture e inghiottitoi carsici, vie preferenziali di
infiltrazione dellacqua: si crea cos un sistema di circolazione sotterranea che alimenta sorgenti poste pi a valle. Considerate le
peculiarit geologiche, larea in oggetto si presenta quindi in generale povera di corsi dacqua superficiali a carattere permanente,
e la portata dacqua dei pochi torrenti in questione risulta fortemente influenzata dagli andamenti climatici stagionali e da prelievo da sorgente a scopo irriguo o potabile.
Nonostante queste influenze negative le comunit macrobentoniche appaiono ben strutturate e le popolazioni di Austropotamobius
pallipes ben rappresentate. Strettamente legate alla presenza di questi corsi dacqua, anche a carattere temporaneo, nonch di pozze
e stagni artificiali realizzati allinterno della RNR di Valpredina, ben rappresentate risultano anche le popolazioni di anfibi. Prima
fra tutte Salamandra salamandra, ma di notevole valenza ecologica risultano anche Triturus carnifex, Bufo bufo e Bufo viridis.I suoli
dellarea del monte Misma sono interessati da pedogenesi ancora alle fasi iniziali, ma presentano propriet chimico fisiche e
morfologiche che garantiscono un discreto sviluppo della vegetazione forestale.
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"La diversit della composizione del bosco, la ricchezza di frutti nella stagione autunno-invernale, lalternanza di radure delimitate
da fasce ecotonali sostengono popolazioni strutturate di Capreolus capreolus e di Cervus elaphus quantunque il prelievo, sia autorizzato
che illegale, del cinghiale, introdotto illegalmente nella zone limitrofe a partire dagli anni 90, costituisca un rilevante disturbo
er queste specie.
Allinterno della RNR di Valpredina sono inoltre da segnalare la presenza di un Centro di Recupero di Animali Selvatici (CRAS),
attivo da diversi anni nel soccorso, recupero e riadattamento alle condizioni di vita naturale della fauna omeoterma, e di attivit
turistiche e didattiche volte alleducazione ambientale. " |